Il regime del Rientro dei Cervelli 2023 – anche detto regime degli impatriati – è un regime di tassazione agevolata che viene riconosciuto ai lavoratori che trasferiscono la propria residenza in Italia.
Il Decreto internazionalizzazione del 2015 e il Decreto Crescita del 2019 sono le due principali fonti normative che regolano il regime del Rientro dei Cervelli anche per l’anno d’imposta 2023.
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Quali sono i requisiti per ottenere questa agevolazione?
- il lavoratore non è stato residente in Italia nei due periodi d’imposta precedenti il rimpatrio; a tal proposito è’ sufficiente risiedere all’estero per la maggior parte (almeno 183 giorni) di due anni solari consecutivi (o 184 giorni, anno bisestile);
- l’attività lavorativa è svolta prevalentemente nel territorio italiano;
- il lavoratore deve svolgere l’attività lavorativa in Italia per almeno due anni.
In cosa consiste l’agevolazione?
Per i contribuenti che rispettano i requisiti sopra indicati è prevista una riduzione della base imponibile relativa a:
- redditi di lavoro dipendente (e assimilati);
- redditi di lavoro autonomo;
- reddito di impresa (per le sole attività d’impresa avviate in Italia dagli aventi diritto a partire dal 2020).
Chi è escluso dall’agevolazione?
- Coloro i cui redditi sono ottenuti da un’attività svolta in forma societaria, sia di persone sia di capitali, imputati per trasparenza direttamente a ciascun socio, in proporzione alla propria quota di possesso;
- Coloro che svolgono un’attività di lavoro autonomo beneficiando del regime forfettario, in quanto i redditi prodotti in regime forfettario non partecipano alla formazione del reddito complessivo.
Come avviene?
Nei primi 5 periodi d’imposta in cui trasferisce la residenza, il reddito di lavoro dipendente (o a esso assimilato) e il reddito di lavoro autonomo prodotto in Italia concorre alla formazione del reddito complessivo nella percentuale del:
- 30% dell’ammontare, nella generalità dei casi;
- 10% dell’ammontare, se la residenza è presa in una tra queste regioni: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia.
Le agevolazioni si applicano ai richiedenti per altri cinque periodi d’imposta qualora i lavoratori che ne hanno i requisiti:
- abbiano almeno un figlio minorenne o a carico;
- diventino proprietari di almeno un’unità immobiliare residenziale in Italia dopo il trasferimento o nei 12 mesi precedenti.
Per quanto riguarda questo periodo di prolungamento del beneficio, i redditi agevolati concorreranno alla formazione dell’imponibile con percentuali diverse rispetto a quelle che abbiamo visto in precedenza
In particolare il reddito di lavoro dipendente (o a esso assimilato) e il reddito di lavoro autonomo prodotto in Italia concorre alla formazione del reddito complessivo nella percentuale del:
- 50% del loro ammontare, nella generalità dei casi;
- 10% del loro ammontare, in caso di lavoratori con almeno tre figli minorenni o a carico.
Questo ad eccezione degli sportivi professionisti, il cui reddito è detassato sempre con una percentuale del 50%, purché essi provvedano ad effettuare il versamento di un contributo pari allo 0,5% dell’imponibile, destinato al potenziamento dei settori giovanili
Come richiederlo?
La richiesta dell’agevolazione per i lavoratori impatriati 2023 è diversa in base al tipo di reddito che viene prodotto.
I titolari di reddito di lavoro dipendente devono presentare una richiesta scritta al datore di lavoro, indicando al suo interno:
- Le proprie generalità (nome cognome e data di nascita)
- Il codice fiscale
- La data di rientro in Italia e della prima assunzione in Italia (in caso di assunzioni successive o più rapporti di lavoro dipendente);
- La dichiarazione di possedere i requisiti previsti dal regime agevolativo;
- L’attuale residenza in Italia;
- L’impegno a comunicare tempestivamente ogni variazione della residenza prima del decorso del periodo minimo previsto dalla norma
- La dichiarazione di non beneficiare contemporaneamente anche degli incentivi fiscali previsti dall’art. 44 del decreto legge n. 78 del 2010 (“regime agevolato per docenti e ricercatori rientrati in Italia”), dalla legge n. 238 del 2010 (“incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia”) e dall’art. 24 bis del Tuir (“regime opzionale per i neo residenti”).
I titolari di reddito di lavoro autonomo, invece, possono accedere al regime agevolato:
- Direttamente nella dichiarazione dei redditi;
- In sede di applicazione, da parte del committente, della ritenuta d’acconto sui compensi percepiti (è necessaria una richiesta scritta in cui vanno riportati i dati elencati poco sopra.


